domenica 3 marzo 2013

Qual è la lunghezza massima possibile per un ponte?

Dipende se si parla di ponti “a travata” o di ponti “sospesi”. In teoria i ponti a travata, detti anche “a più campate”, potrebbero essere lunghi all’infinito, perché sono sorretti da una serie di piloni su cui vengono appoggiate travi in cemento armato o ferro.
Quello sul lago Pontchartrain Causeway (38350 m), situato nel sud della Lousiana, è il più lungo del mondo. In USA si trovano anche il Seven Mile Bridge (Florida, 24000 m), e il ponte sulla Baia di Chesapeake, (Maryland, 19300 m). In Italia uno dei ponti a travata più importanti è quello della Libertà, che collega Mestre a Venezia (3601 m).

I ponti sospesi invece sono più corti: a differenza di quelli a travata hanno solo due piloni di sostegno posti ai due lati della lunghezza, che possono anche arrivare ad un altezza di 100 metri. Dalla loro estremità pendono cavi portanti, curvi, a forma di parabola, a cui sono appesi i tiranti di acciaio che sorreggono l’impalcato, cioè la struttura orizzontale. Lo Xihoumen brige, in Cina, è un ponte sospeso lungo 5,3 km, il secondo più grande del mondo. In America troviamo il ponte di Brooklyn (1825 metri), il ponte di Verrazzano a New York (1298 metri) e il Golden Gate Bridge a san Francisco (1280 metri). In Italia, a Firenze, si trova il Ponte all’Indiano (206 m)

In collaborazione con Federico Borelli, ingegnere civile.

venerdì 1 marzo 2013

Perchè gli uomini non hanno le iridi di colore giallo?

Il colore dei nostri occhi dipende dalla melanina (un pigmento di per sé incolore presente nell’uomo non solo su pelle e capelli ma anche nell'iride), L’iride è una membrana, e funziona come uno schermo che, in base alla quantità di melanina presente, riflette la luce in maniera diversa. Gli occhi con minor quantità di melanina riflettono la luce azzurra, quelli che ne hanno di più hanno un colore che va dal verde al castano scuro.
Il colore del mare funziona in maniera simile: infatti di per sé è fatto di acqua, e quindi è incolore. Noi però lo vediamo colorato perché riflette la luce naturale, e, in base al tipo di fondale, alle ore del giorno o al clima, cambia colore da azzurro a verde scuro.
Le iridi gialle sono invece comuni in alcuni animali, come il gatto, il gufo o la civetta, e sono dovute alle lipofuscine, un pigmento giallo (presente anche su pelo e pelle) con proprietà autofluorescenti, che permette loro di vedere bene al buio. Le lipofuscine sono presenti anche nell’uomo, ma in minore quantità rispetto alla melanina, che quindi prevale nell’influenzare il colore di pelle, capelli e occhi.

In collaborazione con: Dott.ssa Luisa Pinello, Responsabile Centro per l’Ipovisione dell’Età evolutiva, Dipartimento di Pediatria, Università di Padova.

giovedì 28 febbraio 2013

Cos’è il sufismo?

Gatto in meditazione, da Miaoo.it
Il sufismo è una forma di meditazione ascetica legata alla cultura islamica e all’insegnamento del Corano. La parola sufismo ha tre possibili origini: da "ahl us-Suffa", ("quelli della veranda"), cioè i compagni del Profeta che avevano rinunciato a tutto per vivere con lui; da Suf, la lana del saio che portavano i primi asceti che vivevano nel deserto; da safa, la purezza interiore oggetto della ricerca mistica. Il primo teologo sufi fu Hasan al-Basri (700 d.C. circa), che predicava la rinuncia alle ambizioni mondane, ma le prime forme di misticismo, derivate anche da influenze cristiane, sono associate al nome di una irachena, Râbiah al-Adawiyyah (fine 700). Queste tendenze sufiste furono condannate dalla maggior parte dei teologi musulmani, che consideravano l'amore mistico per Dio un indecente abbassamento della divinità al livello umano. Il filo comune alle scuole di pensiero sufi e alle 39 confraternite attualmente esistenti è l’approfondimento interiore dei precetti religiosi. Nelle confraternite si tende a creare un rapporto molto stretto tra discepolo e maestro, che affrontano insieme le fasi dell'ascesi (pentimento, stato di gioia e purezza, estinzione dell’Io in Allah). Per raggiungere lo stato di trance mistica i sufisti ricorrono ad alcune tecniche respiratorie, danze simboliche, ripetizione del nome o degli attributi di Dio. Queste pratiche, assieme al culto dei santi, spesso ancora in vita, in passato furono oggetto di persecuzione, perché considerate estranee all'ideologia islamica tradizionale.

Quali parametri deve avere uno sport per essere considerato estremo?

Sono tre le caratteristiche principali che distinguono uno sport estremo da uno tradizionale: difficoltà, pericolosità e sforzo fisico a livelli elevati. Generalmente tutti gli sport d’azione hanno questi parametri, ma per essere considerato estremo uno sport deve essere anche: nuovo, poco diffuso e rivolto a un pubblico molto giovane. Il rugby infatti, pur essendo pericoloso e di notevole sforzo fisico, non è definito “estremo”. Fin dalla fine degli anni Novanta, in America, dove è nata questa distinzione, erano considerati estremi gli sport d’azione poco praticati, come la pesca subacquea, il rock climbing, (alpinismo) o quelli di nuova uscita, come il bungee jumping (salto nel vuoto con l’elastico).

Grazie poi agli X Games, l’evento sportivo annuale che vede in gara diversi sport d’azione, gli sport estremi sono aumentati di numero e diffusione. Eccone alcuni:
Best TrickMoto, dove vince la motocicletta meglio truccata, Freestyle Moto, gara di acrobazie con la moto, lo Skateboard Big Air, una sorta di salto in alto con lo skate, [edit] Rally Super Special

Surfing, gare su acqua con la tavola da surf ; Racing, gare tra veicoli (Motor Racing), barche (Board Racing), bici (Bike Racing); Snowboarding, gare sulla neve con la tavola da surf; alpinismo estremo, sci estremo. Ci sono inoltre alcune attività che pur non essendo dei veri e propri sport sono comunque considerati estremi, come lo spearfishing, uno sport da pesca che utilizza bastoni appuntiti o tecniche subacquee.
http://www.skatelog.com/x-games/2006/winter/

Quando è stata abolita la pena di morte in Italia?

Il testo della Costituzione Italiana, entrata in vigore il 1 gennaio 1948 abolì definitivamente la pena capitale per tutti i reati civili e militari commessi in tempo di pace. Nel Codice Penale di guerra invece rimase fino al 13 ottobre 1994, quando venne promulgata la legge che la sostituì con l’ergastolo.

In tempi meno recenti fu soppressa altre volte: nel 1786 il Granducato di Toscana fu il primo paese al mondo ad abolire la pena capitale e la tortura. Nel Regno d’Italia invece restò in vigore fino al 1889 quando fu abolita dal nuovo Codice Penale. Non era però di fatto più praticata dal 1877, l’anno dell’amnistia generale voluta da Umberto I di Savoia.
Nel 1926 però fu reintrodotta da Benito Mussolini per i crimini contro il governo e la famiglia reale. Quattro anni dopo il codice penale Rocco la estende ai reati gravi comuni.
L’ultima condanna a morte fu eseguita mediante fucilazione il 4 marzo 1947 alle Basse di Stura vicino a Torino, a danno di tre autori di omicidi a scopo di rapina.